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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Il femminicidio di Rita Pissarotti a Santa Cristina Valgardena

Vittima:
Rita Pissarotti
Killer:
Paolo Zoni
Località:
Santa Cristina Valgardena
Data:
14 agosto 2018
Panorama dall'alto di Santa Cristina Valgardena in provincia di Bolzano
Panorama dall'alto di Santa Cristina Valgardena in provincia di Bolzano (di Dmitry A. Mottl, licenza CC BY-SA 3.0)
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Panorama dall'alto di Santa Cristina Valgardena in provincia di Bolzano
Panorama dall'alto di Santa Cristina Valgardena in provincia di Bolzano (di Dmitry A. Mottl, licenza CC BY-SA 3.0)

Rita Pissarotti, 60 anni, è stata trovata morta il 14 agosto 2018 nella camera di un albergo dove stava trascorrendo le vacanze estive a Santa Cristina Valgardena in provincia di Bolzano. A compiere la scoperta è stata la proprietaria della struttura nella quale la donna alloggiava dal precedente 6 agosto, insieme al marito, Paolo Zoni, 74 anni, che però nei momenti successivi al rinvenimento del cadavere risultava irreperibile.‍[1]

L'uomo è stato poi rintracciato e fermato. Per gli inquirenti, era stato lui a togliere la vita alla moglie. Aveva tentato di fuggire in auto, ma una pattuglia lo aveva bloccato in autostrada, nei pressi di Cornedo all'Isarco (Bolzano). Prima di lasciare l'appartamento, aveva cercato di pulire il coltello con una spugnetta gettata nel lavandino.

Sconosciuto tuttavia il movente del gesto, non ha fornito dettagliate spiegazioni sull'efferato omicidio. Secondo le ricostruzioni, una probabile motivazione potrebbe essere l'ennesima lita per ragioni economiche, scaturita dal vizio del gioco da parte dell'uomo. L'esame autoptico ha rilevato circa 19 coltellate sferrate sul corpo della vittima, morta in pochi minuti per shock emorragico.‍[2]

Paolo e Rita erano sposati da 36 anni e vivevano a Collecchio in provincia di Parma. Il settantaquattrenne negli ultimi tempi era seguito da uno psichiatra. Nei mesi successivi una perizia ha stabilito la seminfermità mentale dell'imputato, ovvero una parziale capacità di intendere e di volere.‍[3]

Rinviato a giudizio in rito abbreviato, nel marzo del 2020 il tribunale di Bolzano lo ha condannato in primo grado a 8 anni di reclusione, riconoscendo le attenuanti generiche.‍[4]

Note

  1. ^ Val Gardena, uccisa a coltellate in una camera d'albergo: fermato il marito. Trentino. Archiviato dall'originale.
  2. ^ Delitto in val Gardena, contro Rita Pissarotti 19 coltellate. Trentino. Archiviato dall'originale.
  3. ^ Massacrò la moglie, ma è seminfermo: sconto di pena in arrivo. Gazzetta di Parma. Archiviato dall'originale.
  4. ^ In vacanza uccise la moglie: Paolo Zoni condannato a otto anni. Gazzetta di Parma. Archiviato dall'originale.
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