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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Il femminicidio di Fulvia Maria Baroni a Casalgrande

Vittima:
Fulvia Maria Baroni
Killer:
Luigi Marazzi
Località:
Casalgrande
Data:
6 aprile 2018
Foto del Castello di Casalgrande, uno dei monumenti più importanti della città
Foto del Castello di Casalgrande, uno dei monumenti più importanti della città (di Mile9909, licenza CC BY-SA 4.0)
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Foto del Castello di Casalgrande, uno dei monumenti più importanti della città
Foto del Castello di Casalgrande, uno dei monumenti più importanti della città (di Mile9909, licenza CC BY-SA 4.0)

Nelle prime ore del mattino di venerdì 6 aprile 2018 il signor Luigi Marazzi, 71 anni, è stato ritrovato a terra senza vita sul retro del palazzo in cui viveva a Casalgrande, provincia di Reggio Emilia. All'arrivo dei soccorsi ne è stato constatato il decesso e, data l'assenza di sangue sull'asfalto, è stato presupposto un malore come causa della morte. Nel frattempo i vicini hanno cercato di avvisare la moglie che però non rispondeva. La signora Fulvia Maria Baroni, 63 anni, era chiusa in casa e in un primo momento si credeva che stesse dormendo e che non si fosse accorta di nulla a causa delle pillole che era costretta ad assumere per curare l'Alzheimer. Ma un'ora dopo, riuscendo a entrare in casa con l'aiuto di una conoscente, si è scoperto che la donna era morta nel letto con evidenti ferite sul capo. Nell'appartamento sono stati rinvenuti anche due biglietti scritti dal signor Luigi: uno di scuse rivolto alla figlia e un altro indirizzato ai carabinieri in cui vi era suggerito di avvertire proprio la figlia quando sarebbe stata scoperta la morte della moglie. In poche righe l'uomo aveva motivato il gesto per le sofferenti condizioni della sua congiunta dovute all'Alzheimer.

Così è stato successivamente delineato il quadro della tragedia. L'uomo ha ucciso sua moglie e poi si è suicidato gettandosi dal tetto della palazzina. I condomini hanno trovato aperta l'entrata che permetteva di accedere al quinto piano del palazzo. Inoltre a dare ulteriore conferme è stata l'autopsia effettuata sui due cadaveri. La donna è stata uccisa nel sonno, colpita alla testa con un oggetto contundente. Il settantunenne invece aveva lesioni interne, compatibili con una caduta dall'alto e l'assenza di sangue e di segni esterni sul suo corpo erano dovuti all'impatto di schiena. Per di più, alcuni testimoni hanno notato l'uomo in giro per il paese prima dell'alba, dunque è presumibile che il signor Marrazzi abbia vagato per le strade di Casalgrande in preda alla disperazione prima di tornare a casa, salire sul tetto e gettarsi nel vuoto.‍[1][2]

Note

  1. ^ I biglietti di addio e di scuse e le coperte rimboccate per l'ultima volta. Reggionline. Archiviato dall'originale.
  2. ^ Confermato l'omicidio-suicidio l'autopsia scioglie ogni dubbio. Gazzetta Di Reggio. Archiviato dall'originale.
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