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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Il femminicidio di Fortunata Fortugno a Gallico di Reggio Calabria

Vittima:
Fortunata Fortugno
Presunti killer:
Paolo Chindemi e Mario Chindemi
Località:
Gallico di Reggio Calabria
Data:
16 marzo 2018
Vista su Gallico Marina
Vista su Gallico Marina, (di Salvatore Migliari licenza CC BY 3.0)
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Vista su Gallico Marina
Vista su Gallico Marina, (di Salvatore Migliari licenza CC BY 3.0)

La sera del 16 marzo 2018 Fortunata Fortugno, 48 anni, e Demetrio Logiudice, 53 anni, si appartano in auto nei pressi del Torrente Gallico, zona della periferia nord di Reggio Calabria. Entrambi sposati, ma non l'una dell'altro, stavano vivendo una relazione clandestina. La storia dei due amanti viene bruscamente interrotta quando all'improvviso un auto con a bordo diverse persone si avvicina al loro abitacolo e vengono sparati vari colpi d'arma da fuoco. Lui viene ferito di striscio mentre lei muore per una pallottola che la colpisce alla testa.‍[1] Secondo le prime ricostruzioni, gli autori dell'agguato farebbero parte di un gruppo ndranghetista che tentava di assumere il controllo del quartiere di Gallico. La spedizione punitiva effettuata quella notte aveva come unico obiettivo l'esecuzione di Demetrio Logiudice, soprannominato Mimmo u boi, referente del clan Tegano che pone le proprie basi nel quartiere reggino di Archi. Tuttavia a pagare con la propria vita è stata solo la donna che si è trovata nel posto sbagliato, al momento sbagliato. In seguito a tali avvenimenti la Procura di Reggio Calabria apre un fascicolo d'indagine denominato De Bello Gallico.

Grazie al lavoro degli inquirenti nell'esaminare una grande mole di video registrati dalle telecamere di sorveglianza circostanti la scena del crimine, nel mese di luglio vengono arrestate quattro persone: Paolo Chindemi (28 anni), Mario Chindemi (50 anni), Santo Pellegrino (32 anni) ed Ettore Corrado Bilardi (66 anni). Per loro le accuse, a vario titolo, sono di tentato omicidio pluriaggravato dall'associazione mafiosa, detenzione e porto d'armi clandestine, furto e detenzione di oggetti in uso ai corpi di polizia. Il solo Paolo Chindemi è stato accusato di essere l'autore dell'omicidio di Fortunata Fortugno.‍[2][3]

Nel maggio del 2019 viene notificata a Mario Chindemi, ancora in carcere, un'ulteriore ordinanza di custodia cautelare. Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia della procura di Reggio Calabria, anche lo zio di Paolo deve rispondere direttamente della morte della cinquantatreenne, essendo dunque accusato di omicidio, non più "tentato". Il provvedimento è stato effettuato sulla base di quanto emerso da un secondo filone di indagini che ha permesso di rilevare le impronte della sua mano sinistra sull'auto di Logiudice.‍[4]

Note

  1. ^ Tragico agguato a coppia di amanti, uccisa 48enne. Gazzetta del Sud. Archiviato dall'originale.
  2. ^ Preso il killer di Fortunata Fortugno. Gazzetta del Sud. Archiviato dall'originale.
  3. ^ Delitto Fortugno, convalidati i 4 fermi. Corriere della Calabria. Archiviato dall'originale.
  4. ^ Reggio Calabria, Operazione De Bello Gallico: agguato omicida a coppia appartata nel torrente, un altro arresto. Stretto Web. Archiviato dall'originale.
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