Visualizza menu
Visualizza menu Visualizza campo di ricerca

Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Visualizza la notizia precedente
Visualizza la notizia precedente

Il femminicidio di Diva Borin a Urago Mella di Brescia

Vittima:
Diva Borin
Presunto killer:
Salvatore Spina
Località:
Urago Mella di Brescia
Data:
2 marzo 2019
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su Whatsapp Condividi su Facebook Messenger Condividi su Telegram Condividi su Skype Scegli dove condividere
a–
a+

Diva Borin, 86 anni, è stata trovata morta il 2 marzo 2019 nella sua abitazione del quartiere di Urago Mella a Brescia. A farne la scoperta è stato Salvatore Spina, 37 anni, dipendente di un supermercato a pochi passi dal condominio dove l'anziana signora risiedeva. La donna era esanime e in un primo momento si è ipotizzato il decesso per un malore, tuttavia l'autopsia svolta nei giorni seguenti ha accertato che si trattasse di omicidio. La vittima è morta soffocata, il killer l'avrebbe strozzata a mani nude comprimendole naso e bocca. Inoltre segni presenti sul collo hanno evidenziato che sia stata anche strangolata, presumibilmente con un foulard rinvenuto all'interno dell'appartamento durante la prima ispezione. L'aggressione sarebbe stata talmente violenta da provocare la frattura dell'osso del collo. Il momento del decesso sarebbe avvenuto in un arco di tempo stimato tra il tardo pomeriggio e la prima serata del giorno precedente.‍[1][2]

Nelle settimane successive la procura di Brescia che indaga sul caso ha ascoltato alcune persone ritenute vicine alla signora Bovin, tra cui proprio Salvatore Spina. Il trentasettenne, originario della Sicilia e residente a Travagliato in provincia di Brescia, era una sorta di badante della donna. Rimasta vedova e vivendo da sola, Diva aveva bisogno di sostegno, così l'uomo ha cominciato a occuparsi di lei dall'estate del 2018 aiutandola nella spesa e in altri servizi che erano divenuti difficili da compiere autonomamente data l'età avanzata. Spina ha raccontato agli inquirenti che il 1° marzo, dopo aver terminato il proprio turno di lavoro al supermercato in cui è impiegato, si è recato dalla ottantaseienne per controllare come stava, poi è tornato a casa dalla moglie e i suoi due figli. Il giorno seguente all'ora di pranzo è stato avvisato da una conoscente del fatto che l'appartamento della signora aveva ancora le tapparelle abbassate, dunque il trentasettenne si è recato sul posto rinvenendo il cadavere della vittima.‍[2][3]

Nei mesi successivi non è stato indicato un principale indiziato, ma gli investigatori hanno ritenuto sospetti alcuni movimenti riguardanti il testamento della donna. Inizialmente l'eredità spettava a una nipote che vive in Piemonte, poi la signora ha cambiato la disposizione e come unico erede è stato designato il nipote Christian (figlio del figlio della donna deceduto in un incidente ventisei anni prima). Tuttavia in seguito la volontà è stata nuovamente modificata riportando che l'eredità dovrà essere divisa tra Salvatore Spina e il nipote Christian, rispettivamente al 70 e 30 per cento. La casa invece sarà divisa al 50 per centro tra i due. Un ulteriore aspetto che gli inquirenti hanno tenuto in considerazione è il fatto che poco prima della morte l'ottantaseienne abbia stipulato una polizza vita indicando i due uomini sopracitati come beneficiari.‍[4]

Nel mese di giugno è stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio volontario il signor Salvatore Spina.‍[5] Costui pochi giorni dopo il ritrovamento del cadavere aveva ribadito la propria estraneità ai fatti. Stessa dichiarazione che il nipote della vittima, Christian, aveva rilasciato alla stampa aggiungendo di non essere interessato ai soldi e che nel 2013 aveva già rifiutato l'eredità del nonno.‍[4]

Nel mese di settembre fonti di stampa locale hanno rivelato che, secondo la relazione del medico legale effettuata in seguito allo svolgimento dell'autopsia, la vittima sarebbe stata spostata dopo l'uccisione. Essendo stata ritrovata su un divano con lo schienale appoggiato al muro, sarebbe stato impossibile strangolarla in quella posizione provocandole la frattura dell'osso del collo. Per questo motivo, Salvatore Spina è stato indagato anche per truffa processuale. Tuttavia non sono stati presi provvedimenti restrittivi nei confronti dell'uomo che, continuando a dichiararsi innocente, è rimasto a piede libero.‍[6]

Note

  1. ^ Anziana morta a Urago Mella, pm: è omicidio. QuiBrescia. Archiviato dall'originale. Consultato il 7 giugno 2019.
  2. ^ a b Delitto di Urago Mella, sentito ancora il badante. QuiBrescia. Archiviato dall'originale. Consultato il 7 giugno 2019.
  3. ^ Delitto Borin, inquirenti valutano i testamenti. QuiBrescia. Archiviato dall'originale. Consultato il 7 giugno 2019.
  4. ^ a b Omicidio Diva Borin, indagini sui tre testamenti: si avvicina la verità. Il Giorno. Archiviato dall'originale. Consultato il 7 giugno 2019.
  5. ^ Delitto Diva Borin, indagato per omicidio il badante. Giornale di Brescia. Archiviato dall'originale. Consultato il 7 giugno 2019.
  6. ^ Diva Borin, badante indagato accusato di depistaggio. QuiBrescia. Archiviato dall'originale. Consultato il 4 settembre 2019.
FemminicidioItalia.info utilizza cookie analitici e di profilazione. Puoi consultare ulteriori informazioni e negare il consenso al loro utilizzo accedendo all'informativa estesa presente alla pagina cookie policy. Cliccando su OK o continuando la navigazione, acconsenti all'utilizzo di tutti i cookie.