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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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La Regione Sicilia ha una legge contro la violenza di genere. Aprono inoltre 15 nuovi centri antiviolenza.

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L'Assemblea regionale siciliana ha approvato il disegno di legge relativo alle nuove norme di contrasto al fenomeno della violenza di genere e alle misure di solidarietà in favore delle vittime di crimini domestici e loro familiari.

"Un testo di iniziativa parlamentare che ha visto la collaborazione, senza schieramenti di parte, di maggioranza ed opposizione - ha dichiarato l'assessore regionale delle Politiche sociali, Antonio Scavone - e che ha raggiunto l'obiettivo di far diventare legge misure innovative e più efficaci che di fatto attualizzano gli interventi già previsti dalla legge n.3 del 2012 sulla violenza di genere. Tra le misure introdotte l'istituzione della cabina di regia per il contrasto al fenomeno della violenza di genere che avrà il compito di definire in modo coordinato tutte le iniziative di prevenzione, assistenza, intervento, superamento degli episodi previste dalle iniziative di contrasto al fenomeno della violenza di genere, oltre alla vigilanza sull'attuazione dei protocolli di intervento".

Presieduta dall'assessore per la Famiglia, la cabina di regia è composta inoltre dagli assessori alla Salute e all'Istruzione, dai rappresentanti dei nove Prefetti dell'Isola, dal comandante dei carabinieri, da un rappresentante della magistratura, dell'Anci, dell'Asael, dal consigliere regionale per le pari opportunità e infine da un rappresentante del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere.

"21 centri antiviolenza, 31 sportelli di ascolto, 37 strutture di accoglienza ad indirizzo segreto che diventeranno presto 52 avendone programmato l'apertura di ulteriori 15 - ha aggiunto Scavone - sono oggi i numeri della rete delle strutture accreditate dalla regione siciliana operanti nel territorio isolano".

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