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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Lucca. Donna maltrattata per anni dal compagno. Vittima delle violenze anche il figlioletto. L'uomo è stato condannato.

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Si erano incontrati a Lucca nel 2008, dove l'uomo lavorava. L'intesa era scoccata subito, ma col passare del tempo la situazione è degenerata. Almeno tre le querele presentate dalla donna alle forze dell'ordine laziali e toscane. Dall'apertura di un'inchiesta la vicenda è finita in tribunale.

L'imputato è un 50enne originario del Lazio. Tra i vari episodi emersi, l'uomo sputava sul viso del figlioletto di pochi anni. Anche insulti e offese che, in un'occasione, lo portarono a slacciarsi i pantaloni e mettere a pochi centimetri dal volto del figlio il fondo schiena. Dietro tutto ciò si è nascosto per anni l'inferno vissuto dalla madre del piccolo, una 40enne originaria della Romania, vittima di maltrattamenti continuati da parte del compagno con cui aveva scelto di convivere e mettere al mondo un figlio.

Le vessazioni sarebbero iniziate quando lui ha perso il lavoro. La coppia si è trasferita nel Lazio per cercare di migliorare la situazione, ma poco è cambiato. Nel 2011, alla nascita del bambino, la convivenza ha vissuto un periodo di tranquillità, ma dopo pochi mesi le violenze sono ricominciate. Schiaffi e calci sono dimostrati dai referti del pronto soccorso. Nel 2013 la donna non ne può più e decide di scappare e tornare a Lucca.

Si susseguono le denunce fino a quando il 50enne viene rinviato a giudizio. Pochi giorni fa è stato condannato a 1 anno e 2 mesi per maltrattamenti in famiglia. La pena è sospesa, ma condizionata al versamento di 8mila euro a titolo risarcitorio. La sua difesa: sono invenzioni e calunnie. Ma il giudice non gli ha creduto.

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