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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Due episodi di maltrattamenti in famiglia a Roma: un 70enne e un 49enne finiti in manette.

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Il primo a finire in manette, in ordine di tempo, è stato un 70enne di origini siciliane. L'uomo, durante una lite con la compagna, l'ha prima picchiata e poi, per impedirle di chiamare la polizia, le ha strappato di mano il telefono ed è uscito di casa.

Quando gli agenti del commissariato Prati sono arrivati hanno trovato ad attenderli in strada la vittima che ha raccontato loro quanto stava subendo ormai da tempo e li ha portati nell'appartamento per mostrargli il disordine e gli oggetti caduti a terra durante l'aggressione. Il 70enne è stato rintracciato mentre era seduto al bar vicino casa e, arrestato dai poliziotti per i continui maltrattamenti fisici e psicologici nei confronti della donna, è stato portato al carcere di Regina Coeli.

Stessa sorte è toccata a un romano 49enne, che si è scagliato contro la moglie e la figlia picchiandole brutalmente quando le due non gli hanno dato i soldi che voleva per acquistare la droga. Le vittime hanno trovato rifugio da un vicino e lì hanno chiamato il NUE 112. Immediatamente sono giunte una pattuglia del Reparto Volanti ed una del commissariato Prenestino che, ascoltate le donne, hanno arrestato il 49enne.

La moglie è stata portata in ambulanza al Pronto Soccorso del Policlinico Casilino dove è stata dimessa con 25 giorni di prognosi.

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