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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Palazzo Pignano. Omicidio Morena Designati. La cugina della vittima: "Veniva al lavoro coi lividi. Lei diceva che era un incidente".

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Miniatura della notizia (Miniatura di Alessandro Vecchi su it.wikipedia.org, licenza CC BY-SA 3.0)

Sul femminicidio di Palazzo Pignano (Cremona) vuole far luce la cugina della vittima, pronta a testimoniare in Tribunale per rendere giustizia a Morena Designati. Per la sua morte è accusato di omicidio il marito, Eugenio Zanoncelli.

La testimonianza è stata riportata dal notiziario Prima Treviglio. A parlare e squarciare il velo di finta normalità in cui viveva la famiglia di Morena è Fiorangela Ottaviani, cugina di qualche anno più grande ed ex collega di lavoro: "Da quando si è sposata ha cominciato a venire al lavoro con i lividi: lei diceva sempre che era stato un incidente".

"Le abbiamo detto non so quante volte di tornare a casa dai suoi ma lei non ha mai ammesso di subire violenze. Sapeva che la sua malattia l'avrebbe spenta ma l'aveva accettato, sperava solo che accadesse più tardi possibile, in modo che il figlio fosse grande, le sue parole erano solo per lui"...

"Il marito era arrivato persino a non aprire la porta a uno dei familiari e le impediva di parlare al telefono con loro perché prendeva le chiamate. Lui per prima cosa l'ha allontanata dalle amicizie, poi dai parenti, poi dai familiari stretti e infine l'ha segregata in casa con la scusa del Coronavirus".

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