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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Scandiano. Omicidio Franca Ganassi del 2005. Bounzendar crolla e confessa: "Sì, l'ho uccisa io".

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Miniatura della notizia (Miniatura di Maxo su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Moustapha Bounzendar alla fine ha confessato. Nel giro di due giorni è, a poco a poco, crollato, fino ad ammettere la propria colpevolezza. "Non solo l'ho violentata, ma l'ho anche colpita alla testa insieme al mio amico italiano".

La confessione sembra dissolvere almeno in parte il mistero della morte di Franca Ganassi, la donna di 60 anni assassinata tra il 30 e il 31 dicembre 2005 a Scandiano (Reggio Emilia), dove fu trovata senza vita nei pressi della sua casa, nel parco della Resistenza. Il caso rimase irrisolto per quasi 15 anni, prima della svolta investigativa avvenuta nello scorso autunno (grazie al lavoro dei carabinieri e la procura reggiana) per poi culminare nell'arresto in Marocco del 44enne, come presunto responsabile.

Il Resto del Carlino è venuto in possesso di un documento, redatto in Marocco il 9 maggio, che contiene la sua confessione, in cui continua però a sostenere la presenza di un secondo colpevole. "Tra le 20 e le 21 del 30 dicembre 2005, mentre ero con un mio amico italiano, passò Franca Ganassi, vestita in modo pesante". Questa volta Bouzandar ammette di averle inferto le botte insieme all'amico: "Abbiamo aggredito la donna. Una volta caduta a terra, io e lui l'abbiamo colpita più volte alla testa con un oggetto affilato che aveva portato l'altro, messo dentro a una calza nera. Poi io ho abusato di lei alle spalle, senza penetrarla".

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