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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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La Martesana ricorderà Alessandra Cità e tutte le donne vittime di violenza con una Panchina Rossa ad Albignano.

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Miniatura della notizia (Miniatura di Geobia su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

La Martesana ricorda Alessandra Cità, la tranviera dell'Atm uccisa tre mesi fa dal fidanzato dopo una lite, e tutte le donne vittime di violenza. E lo fa con una panchina rossa che verrà inaugurata sabato prossimo, 18 luglio, alle 11 al parco di via Aldo Moro ad Albignano, la frazione di Truccazzano (Milano) dove si è consumata la tragedia.

Un delitto che ha sconvolto la comunità, che adesso organizza una cerimonia in memoria della 47enne e di tutte le mogli e le compagne che vivono l'inferno a casa. "Vogliamo condividere un momento di riflessione", spiega il sindaco Franco De Gregorio che invita tutti a partecipare portando un simbolo: "Un fiore, un nastro, una poesia". La mente torna a quella domenica in cui la notizia dell'orrore ha fatto il giro del paese nonostante il divieto di uscire per via del Coronavirus.

In carcere con l'accusa di omicidio volontario si trova Antonio Vena, reo confesso. L'operaio di Bressanone aveva una relazione a distanza con la donna dal 2012, ma lei, nonostante l'ospitasse durante il lockdown, voleva troncarla. Lui non l'accettava.

Lo scorso settembre, la stessa sorte era toccata a Charlotte Yapi Akassi, la giovane mamma di Pozzo d'Adda strangolata dal compagno, Carmelo Fiore, condannato a 23 anni di reclusione. Due casi a distanza di pochi mesi che rappresentano solo la punta dell'iceberg: dietro c'è un fenomeno in crescita sul territorio.

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