Menu Ricerca voce
Menu

Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Visualizza la notizia precedente
Visualizza la notizia successiva

Palazzolo Sull'Oglio. Omicidio Daniela Bani del 2014. Il Ministero ha assicurato che l'assassino si trova in carcere in Tunisia.

Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su Whatsapp Condividi su Facebook Messenger Condividi su Telegram Condividi su Skype Scegli dove condividere
a–
a+
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su Whatsapp Condividi su Facebook Messenger
Miniatura della notizia

Dopo mesi di silenzio e attesa per la famiglia Bani, è arrivata la conferma del Ministero, seppur in via informale. Mootaz Chaanbi, condannato in contumacia a 30 anni di reclusione per l'omicidio di Daniela Bani (30enne originaria di Palazzolo Sull'Oglio in provincia di Brescia), è tuttora dietro le sbarre.

Chaanbi era stato arrestato nel gennaio del 2019 in Tunisia, dopo una latitanza durata ben cinque anni. L'omicidio della moglie avvenne nel 2014. Dopo l'arresto, Giusy Ghilardi, la mamma di Daniela, non ha più avuto notizie sulla sorte dell'uomo che ha ammazzato sua figlia, neppure la conferma che fosse effettivamente detenuto in carcere.

A seguito dell'iniziativa #AppelloperDaniela, intrapresa a giugno dalla Rete AlternAttiva in stretta collaborazione con la famiglia Bani e la rappresentante territoriale Unavi (Unione nazionale vittime) Silvia Lancini, le conferme stanno finalmente arrivando. Il Ministero della Giustizia ha comunicato che, in virtù della convenzione bilaterale tra i due Paesi, è stata presentata per via diplomatica, il 28 febbraio 2019, la richiesta di perseguimento penale.

Tramite l'Ambasciata d'Italia a Tunisi è stato possibile acquisire l'informale notizia che Chaanbi è tuttora detenuto in carcere. Per mamma Giusy la sensibilità e l'attenzione dei funzionari delle autorità interpellate ha mostrato "il volto umano dello Stato".

Condividi su Telegram Condividi su Skype Condividi su Pinterest Scegli dove condividere
FemminicidioItalia.info utilizza cookie analitici e di profilazione. Puoi consultare ulteriori informazioni e negare il consenso al loro utilizzo accedendo all'informativa estesa presente alla pagina cookie policy. Cliccando su OK o continuando la navigazione, acconsenti all'utilizzo di tutti i cookie.