Menu Ricerca voce
Menu

Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Visualizza la notizia precedente
Visualizza la notizia successiva

Gorlago. Omicidio Stefania Crotti. Le motivazioni della sentenza: Chiara Alessandri organizzò un piano diabolico.

Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su Whatsapp Condividi su Facebook Messenger Condividi su Telegram Condividi su Skype Scegli dove condividere
a–
a+
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su Whatsapp Condividi su Facebook Messenger
Miniatura della notizia (Miniatura di Gio la Gamb su Panoramio, licenza CC BY-SA 3.0)

Dopo la sentenza che ha condannato a 30 anni di reclusione Chiara Alessandri, 44 anni, ora si conoscono le motivazioni del verdetto. Stefania Crotti fu uccisa perché era rivale in amore e moglie dell'uomo con cui la 44enne aveva avuto una breve relazione l'estate precedente al delitto.

Per il tribunale di Brescia, la Alessandri, madre di tre figli di 7, 8 e 12 anni che non vede da quando è detenuta, è stata l'artefice di un piano diabolico messo in atto a Gorlago (Bergamo) il 17 gennaio 2019. Con l'inconsapevole complicità di un amico, aveva portato la vittima nel garage della sua villetta per affrontarla.

Dopo averla aggredita e stordita con un martello, trasportò il suo corpo nelle campagne di Erbusco (Brescia), dove fu dato alle fiamme. Per l'autopsia, fu arsa quando era ancora viva, seppur in stato di incoscienza. La Alessandri confermò di averla aggredita per poi caricarla in auto e trasportarla ad Erbusco, ma ha sempre negato di aver bruciato il corpo.

Secondo l'accusa, l'imputata era accecata dal desiderio di vendetta nei confronti della vittima, ritenuta responsabile dell'allontanamento di Stefano Del Bello, marito di Stefania Crotti. La "ricerca di un confronto fisico" da parte della Alessandri, scrive la corte, appare "spiegabile con un intento violento e vendicativo di distruzione e annientamento dell'antagonista".

Alla 44enne erano stati contestati l'omicidio volontario premeditato e la soppressione di cadavere, ma per i giudici quest'ultimo capo d'imputazione è stato assorbito dall'omicidio. La richiesta dell'ergastolo avanzata dal pm era stata accolta, ma la scelta del rito abbreviato ha fatto scendere la pena a 30 anni.

Condividi su Telegram Condividi su Skype Condividi su Pinterest Scegli dove condividere
FemminicidioItalia.info utilizza cookie analitici e di profilazione. Puoi consultare ulteriori informazioni e negare il consenso al loro utilizzo accedendo all'informativa estesa presente alla pagina cookie policy. Cliccando su OK o continuando la navigazione, acconsenti all'utilizzo di tutti i cookie.