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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Alessandria. Omicidio Altagracia Corcino. Andrea Casarin, nuovamente interrogato dal pm, proclama la sua innocenza.

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Miniatura della notizia (Miniatura di Alessandro Vecchi su it.wikipedia.org, licenza CC BY-SA 3.0)

Ieri, in quattro ore e mezza di interrogatorio davanti al pubblico ministero, Andrea Casarin, 47 anni, ha raccontato la sua verità sul rapporto intercorso con Altagracia Gil Corcino, la 30enne di origini dominicane trovata morta nel giugno 2006 all'interno di un'abitazione di via Parma ad Alessandria.

Casarin è stato arrestato lo scorso 10 agosto con l'accusa di omicidio. Ad incastrarlo, a distanza di 14 anni, le sue impronte e il DNA rilevato sul luogo del delitto che hanno trovato un riscontro dopo l'arresto dell'uomo avvenuto nel 2013 per questioni legate alla droga.

Il 47enne ha proclamato la sua innocenza. Ha sostenuto di aver incontrato la donna tre o quattro volte, probabilmente era stato in quell'appartamento il giorno in cui fu uccisa, ma non riesce ricordare precisamente dato il lungo tempo trascorso. In quel contesto, secondo l'arrestato, troverebbe collocazione anche la gomma da masticare ritrovata sulla scena del crimine.

Per quanto riguarda le impronte sul nastro che legava il cadavere, l'indiziato ha sostenuto di aver aiutato la Corcino a costruire uno scatolone. In quel frangente toccò il nastro in uso alla donna, e per questo motivo sarebbero state rilevate le sue tracce sul rotolo. Invece per il DNA rinvenuto sul pezzo di scottex, entrambi lo utilizzarono dopo i preliminari.

In sostanza la versione dell'uomo è quella già ribadita negli interrogatori effettuati in seguito all'arresto: lui e la vittima si conoscevano, si sono frequentati, ma non è stato lui a ucciderla. Non cambierebbe tuttavia la posizione degli inquirenti che ritengono di aver costruito un quadro probatorio abbastanza solido che le spiegazioni fornite dal 47enne non avrebbero scalfito.

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