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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Omicidio Renata Rapposelli. Scomparsa a Giulianova nel 2017: richiesti l'ergastolo per il figlio e 24 anni per l'ex marito.

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Miniatura della notizia (Miniatura di Verdenex84 su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Renata Rapposelli, pittrice di 64 anni, venne trovata senza vita il 10 novembre 2017 lungo l'argine del fiume Chienti, a Tolentino (Macerata), dopo esser scomparsa il 9 ottobre da Giulianova (Teramo), dalla casa dell'ex marito Giuseppe Santoleri e del figlio Simone.

Questi ultimi sono accusati dell'omicidio e dell'occultamento del cadavere della donna originaria di Chieti e residente ad Ancona. Ieri si è svolta la requisitoria del pm nel processo in corte d'assise a Teramo. Richiesti l'ergastolo per il figlio Simone e 24 anni di reclusione per il padre Giuseppe.

In un intervento fiume, il magistrato ha ripercorso tutte le tappe del processo, oltre 20 udienze, ripartendo dalla prima deposizione, quella di Tonino Beccacce (amico di Renata) che presentò la denuncia di scomparsa dalla quale partirono le indagini.

Intanto è stata emessa ordinanza di dissequestro del cadavere della vittima, attualmente all'obitorio dell'ospedale di Macerata. Gli amici di Renata Rapposelli stanno preparando il funerale che si svolgerà al santuario di Loreto, in un giorno ancora da stabilire.

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