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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Crema. Caso Beccalli. Tutti i passaggi dell'inchiesta: dal fermo di Pasini all'esame delle ossa umane. E il dolore della famiglia.

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Per oltre tre settimane si è creduto che la carcassa trovata sabato 15 agosto nella Panda di Sabrina Beccalli data alle fiamme fosse di un cane. Due veterinari hanno dichiarato che si trattava di un animale. Il veterinario dell'Asst di Crema, martedì 18 agosto, ha chiesto di poterla smaltire in nome della salute pubblica e dell'igiene, ottenendo dal magistrato il permesso.

Sempre quel martedì, i carabinieri, con un'indagine modello, hanno messo le mani sul presunto colpevole, incarcerando Alessandro Pasini e denunciandolo per omicidio e distruzione di cadavere. E qui la vicenda comincia a prendere un'altra piega. Pasini inizialmente si avvale della facoltà di non rispondere.

Poi venerdì 21 agosto, in carcere, riceve il gip e afferma di aver bruciato il corpo dell'amica nell'auto. Sconcerto e incredulità. Sì, perché a Pasini crede solo il suo avvocato. Si arriva a mercoledì 26, quando giungono i Ris per ispezionare le case dei protagonisti e l'auto bruciata. Qui trovano una trentina di pezzetti d'osso, quasi tutti molto piccoli, sfuggiti alla prima ricerca.

Tra questi uno un po' più lungo. L'avvocato di Pasini, il legale Paolo Sperolini, ci vede una clavicola. Ma lui non è un esperto e chiede al medico legale che, con tutte le cautele del caso, esamina una foto e conferma: è una clavicola. Dunque qualcuno si convince che forse Pasini ha detto la verità e vengono disposti nuovi accertamenti.

Il resto è storia recente. Il dubbio è diventato certezza ieri: si tratta di ossa e non di ossi. Adesso ci sarà l'esame del DNA. Una settimana di tempo per l'ultima sentenza. "I parenti sono sconcertati e attoniti per quel che hanno saputo e soprattutto perché adesso sanno che quella smaltita nell'inceneritore era Sabrina", commenta l'avvocato Antonino Andronico.

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