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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Caivano. Caso Gaglione. Ciro già minacciato in passato. Oggi l'interrogatorio di garanzia per il fratello di Maria Paola.

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Michele Antonio Gaglione, 30 anni, è stato fermato con l'accusa di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi. Oggi, 14 settembre, è fissato nei suoi confronti l'interrogatorio di garanzia per l'udienza di convalida del fermo.

Le indagini sulla morte della sorella 18enne, Maria Paola Gaglione, sono condotte dalla Procura della Repubblica di Nola. In un primo momento, i magistrati avevano ipotizzato l'accusa di morte come conseguenza di altro reato, poi modificata in omicidio preterintenzionale aggravato.

Sull'edizione odierna de la Repubblica è stata pubblicata un'intervista al fidanzato della vittima, Ciro Migliore. Ha spiegato che lui e Maria Paola stavano insieme da tre anni, e che da un mese erano andati a vivere ad Acerra per allontanarsi dalla famiglia di lei a Caivano che si opponeva alla loro relazione: "Dicevano che eravamo due donne. Io però non sono una donna. Per loro invece sì. Li ho sentiti perfino dire che avrebbero preferito che la figlia morisse, piuttosto che stare con uno come me. Un masculillo".

Sulla dinamica di quanto accaduto, Migliore ha raccontato: "Eravamo in scooter, Maria Paola e io. Appena sono uscito dal vicolo, mi sono trovato davanti il fratello. Ci ha inseguito e gridava verso di me: "Ti devo uccidere, ti devo uccidere". Maria Paola allora gli diceva: "Ci sono anche io sul motorino". A lui non interessava. Quando siamo caduti, mi sono avvicinato a lei per soccorrerla, ma lui mi ha picchiato".

La madre del ragazzo in un post su Facebook ha scritto che il figlio in passato aveva subito diverse minacce: "Mio figlio è stato sempre minacciato. Una volta sono venuti in cinque a casa nostra, il padre, il figlio e altri. Dicevano che se Ciro si prendeva la figlia dovevo morire anche io".

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