Menu Ricerca voce
Menu

Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Visualizza la notizia precedente
Visualizza la notizia successiva

Caso Vimercate. La precisazione del giudice Fabio Roia: "Le donne 'disinvolte' non hanno meno diritti delle altre".

Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su Whatsapp Condividi su Facebook Messenger Condividi su Telegram Condividi su Skype Scegli dove condividere
a–
a+
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su Whatsapp Condividi su Facebook Messenger
Miniatura della notizia (Miniatura di Bestetti Enrico su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 2.5)

Il giudice di Milano, Fabio Roia, presidente del Tribunale misure di prevenzione e premiato con l'Ambrogino d'oro, la massima onorificenza assegnata dal Comune di Milano per il suo impegno nelle aule e fuori a contrasto della violenza sulle donne, valuta le reazioni innescate dalla sentenza sul caso di Vimercate (Monza) riguardante un uomo colpevole di aver esercitato nel 2019 maltrattamenti e violenze sessuali nei confronti della moglie. Il verdetto ha ridotto la pena all'imputato perché "esasperato dalla condotta troppo disinvolta" della vittima.

"Questa sentenza – spiega all'AGI il magistrato che è anche consulente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio – 'lavora' sull'intensità del dolo. Il giudice ha il dovere di pesare il grado di colpevolezza: uno dei parametri per irrogare le pene è la pesatura del dolo".

"Quello che qui si voleva dire è stato detto probabilmente in una maniera impropria, cioè che quel tipo di contesto, che però non deve avere connotazioni morali, di disvalore o di inferiorità della vittima, ha creato nell'aggressore un dolo che meritava una risposta sanzionatoria inferiore. Non è che chi esercita la prostituzione per libera scelta abbia meno diritti e meno tutele di una donna che invece non la esercita. Non è e non potrebbe essere, sarebbe aberrante".

"Bisogna che il giudice, primo tra tutti, ma anche chi partecipa a processi per questo genere di reati, vinca stereotipi e pregiudizi che puoi anche inconsapevolmente avere e poi bisogna adottare una tecnica che affronti i temi in maniera molto asettica, quindi non scivolando in giudizi morali, come spesso avviene nei confronti della vittima. Questo vale anche per gli avvocati che a volte pongono domande sulla moralità della vittima. Bisogna avere la consapevolezza che le parole hanno un peso molto particolare in questo contesto".

"Quello che è apparso dalla sentenza è che, poiché la vittima aveva determinate caratteristiche di libertà sessuale, l'imputato sia stato punito meno severamente, ma è una percezione sbagliata. Occorre che operatori e media si formino su questi temi, anche nelle scuole di magistratura".

Condividi su Telegram Condividi su Skype Condividi su Pinterest Scegli dove condividere
FemminicidioItalia.info utilizza i cookie. Puoi negare il consenso al loro uso consultando l'informativa estesa.