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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Vaiano. Omicidio Claudia Corrieri. Le indiscrezioni dall'autopsia: colpita anche da un oggetto contundente mentre la figlia era in casa.

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Miniatura della notizia (Miniatura di MassimilianoGalardi su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

Si sarebbe difesa dalla furia del compagno, probabilmente utilizzando un'arma da taglio, ma non c'è l'ha fatta a scampare all'aggressione mortale. È questa l'indiscrezione pubblicata dal sito notiziediprato.it su quanto trapela dall'esame autoptico svolto sulle salme di Claudia Corrieri, 38 anni, e Leonardo Santini, 50 anni.

A sei giorni dalla tragedia di Vaiano (Prato), emergono nuovi particolari dati quasi per certi dagli inquirenti. La figlia della coppia, di appena 2 anni, sarebbe stata in casa mentre è scoppiato il litigio. Questo perché le telecamere di videosorveglianza della zona circostante avrebbero inquadrato una sola volta, giovedì mattina, l'auto dell'uomo che si allontanava dall'abitazione.

Segno che avrebbe prima compiuto l'omicidio e poi caricato in macchina la piccola per portala a casa dei genitori, diversamente da quanto inizialmente ipotizzato per cui la bambina sarebbe stata a casa dei nonni durante il delitto. Questa circostanza fa sorgere un'ulteriore ipotesi, ovvero che l'aggressione sia avvenuta diverse ore prima di quanto si era supposto: alle prime luci dell'alba o addirittura durante la notte tra il 16 e il 17 settembre.

L'altro particolare è che la donna, oltre a essere trafitta da un'arma da taglio, sarebbe anche stata colpita alla testa con un oggetto contundente, riconducibile a un martello. Entrambe le armi però non sarebbero state ritrovate dagli investigatori. Ma la donna si sarebbe difesa nel tentativo di sottrarsi alla furia omicida, poiché l'uomo presentava una lesione alla mano non associabile ai colpi sferrati alla vittima, né compatibili con la caduta dall'alto in seguito al gesto estremo.

Il resto è storia nota. L'uomo ha viaggiato per circa sessanta Km prima di buttarsi dal ponte sospeso delle Ferriere a San Marcello Piteglio (Pistoia). Sarebbe confermato anche il movente che ha scaturito la tragedia, scritto in un biglietto dallo stesso uomo: la relazione in crisi con la trentottenne e il timore di perdere l'affido della figlia in un eventuale causa di separazione.

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