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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Catania. Processo per l'omicidio di Laura Petrolito. Confermata in Appello la condanna a 30 anni per il compagno Paolo Cugno.

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Miniatura della notizia (Miniatura di Luca Aless, licenza CC BY-SA 4.0)

La Corte di Appello di Catania ha confermato la sentenza di condanna a 30 anni di reclusione per Paolo Cugno, il 28enne di Canicattini Bagni (Siracusa) ritenuto il responsabile dell'omicidio della compagna Laura Petrolito.

La ragazza, 20 anni, venne trovata priva di vita il 18 marzo 2018 in un pozzo di contrada Tradituso, poco fuori Canicattini, all'interno di un terreno di proprietà della famiglia dell'imputato.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, al culmine di una lite, Cugno uccise la ragazza a coltellate. Il corpo venne poi occultato. Poco dopo la macabra scoperta, confessò l'omicidio.

La difesa ha sostenuto l'incapacità di intendere e di volere, smentita dai periti della Procura. "Una sentenza assurda", è il commento l'avvocato difensore, riportato da SiracusaOggi.it, che annuncia il ricorso in Cassazione.

"Pochi giorni prima della sentenza, dal carcere hanno inviato una mail alla Corte d'Appello di Catania spiegando che Cugno è affetto da malattia mentale. Si badi bene, è una nota inviata dai medici del carcere e non richiesta da nessuno. Vi si legge che Paolo Cugno è cooperante e disponibile ma con marcate quote dissociative che testimoniano disorganizzazione psichica e discontrollo. Mi aspettavo che una simile nota avrebbe indotto la Corte ad ammettere la perizia che avevamo richiesto. Deciderà la Cassazione".

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