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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Donna violentata in Piazza Gae Aulenti a Milano lo scorso 24 agosto. In carcere il presunto responsabile: decisivo il test del DNA.

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Miniatura della notizia (Miniatura di Andrea Albini su Panoramio e Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

La Polizia di Milano ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un giovane sospettato di essere l'autore di una violenza sessuale avvenuta lo scorso 24 agosto nei pressi di piazza Gae Aulenti a Milano.

L'individuo è un ragazzo italiano di origini egiziane del '97, incensurato. La mattina del 24 agosto una donna di 34 anni, fortemente scossa, aveva fermato una volante di passaggio dicendo di essere stata aggredita poco prima da un egiziano a lei sconosciuto e che l'aveva violentata la notte precedente in un parco lì vicino.

Le indagini condotte Questura di Milano hanno permesso di individuare e identificare un soggetto corrispondente alle descrizioni, ripreso anche dalle telecamere di piazza Gae Aulenti. Le immagini hanno confermato la dinamica dei fatti fornita dalla vittima.

Il ragazzo, dopo aver avvicinato la vittima insieme ad altri due suoi amici (che si sono allontanati molto tempo prima della violenza e risultati estranei ai fatti), l'ha trascinata in un prato e l'ha costretta a subire almeno un rapporto completo.

Alla certezza dell'identità del soggetto si è giunti anche grazie alle analisi sul DNA effettuate dal laboratorio di biologia del locale Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica.

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