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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Urago Mella. Mina Safine, morta dopo una settimana di agonia. Cambia l'accusa per il marito: omicidio volontario.

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Miniatura della notizia (Miniatura di Wolfgang Moroder, licenza CC BY-SA 3.0)

Non più tentato omicidio, ma omicidio volontario. È questa la nuova accusa formulata dagli inquirenti nei confronti di Abderrahim Senbel, l'uomo marocchino di 54 anni che una settimana fa, domenica sera 20 settembre, avrebbe cosparso di liquido infiammabile la moglie 45enne Mina Safine, dandole fuoco.

Tutto era successo al settimo piano di una palazzina a Urago Mella di Brescia e ieri, domenica 27, la donna è morta all'ospedale di Genova a causa delle vaste ustioni su tutto il corpo. Un dramma che rende più grave la posizione investigativa del marito, a questo punto accusato di essere l'autore dell'ennesimo caso di femminicidio.

L'uomo si trova ricoverato all'ospedale di Brescia a causa delle diverse ustioni riportate durante la presunta aggressione. Ha negato ogni responsabilità nella morte della moglie, riferendo anzi di aver tentato di spegnere le fiamme che sarebbero state accese dalla donna con l'intento di togliersi la vita. E davanti al gip si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Ma per gli inquirenti è chiaro che si sia trattato di omicidio volontario dopo la lite avvertita anche dagli altri inquilini dell'abitazione. Per lui, dopo le dimissioni dall'ospedale, è atteso il carcere.

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