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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Adria. Tutti insieme per Giulia Lazzari. Il ricordo della comunità insieme alla famiglia a un anno dal brutale femminicidio.

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Miniatura della notizia (Miniatura di Franco Dal Molin su Flickr, licenza CC BY-SA 2.0)

"Noi rappresentanti delle istituzionali abbiamo il compito e il dovere di fare in modo che questi orrori non si ripetano più": è il monito lanciato dal presidente della Provincia Ivan Dall'Ara ieri pomeriggio, sabato 17 ottobre, in piazza Cavour ad Adria (Rovigo) dove si è celebrato il primo anniversario della tragica scomparsa di Giulia Lazzari, la mamma 23enne strangolata dal marito.

In piazza anche i genitori della ragazza, Moira e Devis, insieme al sindaco della città, Omar Barbierato. Le testimonianze sono state intervallate dalle esibizioni di Enrica Lionello, Valeria Krasnolovova e Maral Shoul Zarghani della scuola di danza classica e moderna di Adria.

Tra i presenti Micaela e Riccardo studenti della 5ª accoglienza insieme a una docente in rappresentanza dell'alberghiero Cipriani. Molta attenzione e curiosità ha suscitato l'opera artistica "Tu in mezzo a noi" realizzata da Silvia Trevisan ideata nel periodo del lockdown quando il suo pensiero, un giorno, è andato a Giulia.

Al termine delle testimonianze è stata raggiunta la Panchina Rossa ai Giardini Mazzini con la deposizione di due mazzi di fiori: uno per l'amministrazione comunale, l'altro da parte dei familiari. La commemorazione si è conclusa con la messa in Cattedrale dove il vicario parrocchiale don Nicola Brancalion ha invitato tutti "a non cadere nella catena dell'odio, ma cercare nella misericordia di Dio la forza di perdonare e amare come Giulia avrebbe voluto".

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