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Domani sarà la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le Donne.

È una ricorrenza importante che, nell'obiettivo di eliminare qualsiasi forma di violenza nella piena affermazione dei diritti di tutti gli esseri umani, pone una marcata attenzione sul fenomeno della violenza contro le donne.

È stata ufficialmente istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999 con la risoluzione 54/134 che richiamava i principi espressi nella risoluzione 48/104 del 23 dicembre 1993 sull'eliminazione della violenza contro le donne.

Il suddetto documento riconosce che la violenza contro le donne rappresenta, storicamente, la manifestazione della disuguaglianza tra i generi che ha portato nel tempo gli uomini alla dominazione e alla discriminazione nei confronti delle donne. Fenomeni che hanno ostacolato l'avanzamento delle donne nella società, spesso ponendole in posizioni di subordinazione.

Per questi motivi l'Assemblea ha ritenuto urgente il bisogno di istituire una giornata per ricordare che la violenza perpetrata sulle donne costituisce un ostacolo all'uguaglianza, la sicurezza, la libertà, l'integrità e la dignità di tutti gli esseri umani.

È stato scelto quel giorno per commemorare le "Sorelle Mirabal", tre donne uccise il 25 novembre del 1960 nella Repubblica Dominicana per essersi opposte alla dittatura di Rafael Trujillo, presidente che aveva governato il paese centroamericano dal 1930 al 1961.

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Tribunale di Viterbo. Omicidio Maria Sestina Arcuri. Saltano le audizioni all'ex compagna e il figlio di Andrea Landolfi.

Miniatura della notizia (Miniatura di Wolfgang Pehlemann su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

Nuova udienza oggi, 19 ottobre, al Tribunale di Viterbo per il processo a carico di Andrea Landolfi, imputato per l'omicidio volontario della compagna Maria Sestina Arcuri. La vittima, 25 anni, sarebbe stata gettata dalle scale dal fidanzato, nella casa della nonna a Ronciglione, durante la notte fra il 3 e il 4 febbraio 2019. Gesto che causò un grave trauma cranico e il conseguente decesso il successivo 6 febbraio all'ospedale Belcolle del capoluogo viterbese.

Dovevano essere ascoltati l'ex convivente di Landolfi, Giorgia Brizi, 26 anni, e il figlio dell'imputato che quella notte avrebbe assistito all'aggressione. Però le audizioni sono saltate e tutte le parti hanno concordato di rinunciare alle testimonianze e di acquisire le sommarie informazioni rilasciate durante le indagini preliminari (nel corso di tre interrogatori del pm il 18 e 27 febbraio 2019, e il successivo 9 luglio 2019).

La madre del bambino, tramite il suo legale, ha fatto pervenire nei giorni scorsi al tribunale una nota in cui si sostiene che il minore non è in grado di rendere testimonianza a causa del disturbo post traumatico da stress, che gli ha provocato un radicale cambiamento nel comportamento e potrebbe avere compromesso il suo sviluppo psico-emotivo.

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