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Domani sarà la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le Donne.

È una ricorrenza importante che, nell'obiettivo di eliminare qualsiasi forma di violenza nella piena affermazione dei diritti di tutti gli esseri umani, pone una marcata attenzione sul fenomeno della violenza contro le donne.

È stata ufficialmente istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999 con la risoluzione 54/134 che richiamava i principi espressi nella risoluzione 48/104 del 23 dicembre 1993 sull'eliminazione della violenza contro le donne.

Il suddetto documento riconosce che la violenza contro le donne rappresenta, storicamente, la manifestazione della disuguaglianza tra i generi che ha portato nel tempo gli uomini alla dominazione e alla discriminazione nei confronti delle donne. Fenomeni che hanno ostacolato l'avanzamento delle donne nella società, spesso ponendole in posizioni di subordinazione.

Per questi motivi l'Assemblea ha ritenuto urgente il bisogno di istituire una giornata per ricordare che la violenza perpetrata sulle donne costituisce un ostacolo all'uguaglianza, la sicurezza, la libertà, l'integrità e la dignità di tutti gli esseri umani.

È stato scelto quel giorno per commemorare le "Sorelle Mirabal", tre donne uccise il 25 novembre del 1960 nella Repubblica Dominicana per essersi opposte alla dittatura di Rafael Trujillo, presidente che aveva governato il paese centroamericano dal 1930 al 1961.

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Revenge Porn. Giovani ragazze ostaggio di gruppi Instagram. La Procura di Napoli indaga, ma i Social non collaborano.

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Da anni sono ostaggio di quattro gruppi Instagram che hanno anche oltre 400 follower, sui quali i loro video hot vengono ciclicamente pubblicati, con tanto di nomi e cognomi "in chiaro" e addirittura con l'obbligo di "do ut des": in sostanza se si vogliono visionare altri contenuti scabrosi bisogna ricambiare pubblicandone altri.

La Procura della Repubblica di Napoli sta indagando su questo raccapricciante fenomeno, un incubo perenne per ragazze giovanissime, anche se la collaborazione con i social è praticamente assente.

"Va immediatamente fermato questo assurdo sistema", dice il penalista Sergio Pisani, legale dei genitori di una delle ragazze che da due anni vede quelle immagini girate da un suo ex riapparire su alcuni profili. L'avvocato civilista Roberta Fogliamanzillo, ha inviato centinaia di istanze ai social senza mai ricevere risposta, anche perché le sedi legali non sono in Italia.

"È come lasciare in giro persone armate - sostiene il genitore di una delle vittime - e se il social non è in grado di intervenire allora venga disposto il sequestro in via preventiva altrimenti si rischiano esasperazione e gesti estremi, come è accaduto a Tiziana Cantone".

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