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Oggi è la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le Donne.

È una ricorrenza importante che, nell'obiettivo di eliminare qualsiasi forma di violenza nella piena affermazione dei diritti di tutti gli esseri umani, pone una marcata attenzione sul fenomeno della violenza contro le donne.

È stata ufficialmente istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999 con la risoluzione 54/134 che richiamava i principi espressi nella risoluzione 48/104 del 23 dicembre 1993 sull'eliminazione della violenza contro le donne.

Il suddetto documento riconosce che la violenza contro le donne rappresenta, storicamente, la manifestazione della disuguaglianza tra i generi che ha portato nel tempo gli uomini alla dominazione e alla discriminazione nei confronti delle donne. Fenomeni che hanno ostacolato l'avanzamento delle donne nella società, spesso ponendole in posizioni di subordinazione.

Per questi motivi l'Assemblea ha ritenuto urgente il bisogno di istituire una giornata per ricordare che la violenza perpetrata sulle donne costituisce un ostacolo all'uguaglianza, la sicurezza, la libertà, l'integrità e la dignità di tutti gli esseri umani.

È stato scelto quel giorno per commemorare le "Sorelle Mirabal", tre donne uccise il 25 novembre del 1960 nella Repubblica Dominicana per essersi opposte alla dittatura di Rafael Trujillo, presidente che aveva governato il paese centroamericano dal 1930 al 1961.

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Tribunale di Sassari. Omicidio Michela Fiori. Rinviata la sentenza di secondo grado nel processo a carico di Marcello Tilloca.

Miniatura della notizia (Miniatura di Benoît Prieur su Wikipedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Stamattina in Corte d'Assise d'Appello a Sassari è stata rinviata l'attesa la sentenza di secondo grado a carico di Marcello Tilocca, reo confesso dell'omicidio della moglie, Michela Fiori, 40 anni, strangolata il 23 dicembre 2018 nel suo appartamento ad Alghero.

La decisione è stata presa a causa dell'impossibilità di comporre la giuria popolare in seguito a di due defezioni per motivi di salute.

In primo grado Tilloca, che ha ammesso il delitto ma non si è mai pentito, era stato condannato in rito abbreviato a 30 anni di reclusione. Il tribunale aveva anche revocato la potestà genitoriale nei confronti dell'imputato, che dalla relazione con la vittima aveva avuto due figli.

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