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Servigliano. Omicidio della piccola Jennifer. La mamma Pavlina Mitkova trasferita in ospedale: "Non mangia per paura di essere avvelenata".

Miniatura della notizia (Miniatura di Alessandro Vecchi su it.wikipedia.org, licenza CC BY-SA 3.0)

Nella relazione inviata dal carcere di Pesaro all'avvocato di Pavlina Mitkova si parla di una "madre provata che si rifiuta di mangiare per paura di essere avvelenata" e di un "calo ponderale" del peso. È il ritratto della 38enne bulgara accusata dell'omicidio della figlia di 6 anni, Jennifer.

Era la notte tra il 7 e l'8 gennaio scorso quando nell'abitazione di famiglia a Servigliano (Fermo) venne rinvenuto il corpo della bambina, che quella sera si trovava in casa con la mamma, Mitkova, e la sorellina minore di 4 anni. Il papa non era all'interno dell'appartamento.

Inizialmente, accusata di incendio doloso e di morte o lesione come conseguenza di altro delitto, la donna era finita in carcere. Lei stessa aveva riferito di aver salvato la figlia minore dal rogo, portandola fuori dall'abitazione in fiamme, e di aver poi provato a entrare nuovamente per salvare la maggiore, ma senza riuscirci.

Il 17 luglio, dopo sei mesi, la svolta nelle indagini con gli esiti dell'autopsia. "La minore è morta tre ore prima dell'incendio". Dunque la signora Mitkova è stata accusata di omicidio volontario con l'aggravante del rapporto di parentela. Lei però si è sempre dichiarata innocente.

Sulla relazione inviata dal carcere, il legale difensore ha richiesto il trasferimento della donna in un reparto ospedaliero dedicato con la sorveglianza 24 ore su 24. Il gip ha accolto la richiesta. Intanto sul fronte delle indagini ancora non è stato dato il nullaosta per la sepoltura della piccola Jennifer, la cui salma si trova ancora all'obitorio dell'ospedale di Torrette di Ancona.

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