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Crema. Omicidio Sabrina Beccalli. Il racconto di Pasini nell'interrogatorio di garanzia: "Non l'ho uccisa, sono andato nel panico...".

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Il quotidiano Il Giorno ha pubblicato alcuni stralci dell'interrogatorio di garanzia effettuato lo scorso 21 agosto da Alessandro Pasini in carcere dinanzi alla gip Giulia Masci e alla pm Lisa Saccaro.

L'uomo racconta le prime ore del giorno di Ferragosto, a Crema, trascorse con Sabrina Beccalli a consumare droga nella casa di quella che fino a pochi giorni prima era la sua fidanzata. La sua versione è quella di non aver ucciso l'amica, sarebbero stati gli stupefacenti a stroncarla. "Quella sera lì abbiamo preso quello che serviva e l'abbiamo pippata. A un certo punto mi sono mezzo addormentato, sono mezzo svenuto. Dopo poco mi sono alzato e ho visto del sangue per terra, ho visto delle macchie anche sul muro".

"Ho visto Sabrina sdraiata a faccia in giù, con le braccia dentro la vasca da bagno. Ho provato a muoverla e lei non si muoveva, non faceva niente. Ho provato a scuoterla, non faceva niente. Sono andato in panico. Mi manca quel pezzo lì, mi sono fatto ancora due ... che c'erano ancora sul tavolo. Poi sono tornato indietro e ho visto che lei non dava segni di vita, non respirava".

Poi verso l'alba, "Con una fatica immane l'ho portata giù dalle scale fino alla macchina. Ho spostato la macchina dietro casa mia, poi sono tornato a vedere la casa...". Pulisce con quello che trova, uno straccio e forse il mocio. "Ho pensato di bruciare la macchina la sera". E così in serata: "Ho spostato la macchina in mezzo a questo campo. Avevo preso questa tanica di gasolio e dei pezzi di carta". Dopo avere dato alle fiamme la Panda di Sabrina nelle campagne di Vergonzana, rincasa in monopattino.

Per la Procura però sarebbe andata diversamente: la vittima sarebbe stata uccisa dopo un avance sessuale rifiutata. Le accuse nei confronti dell'uomo sono di omicidio e distruzione di cadavere.

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