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Oggi è la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le Donne.

È una ricorrenza importante che, nell'obiettivo di eliminare qualsiasi forma di violenza nella piena affermazione dei diritti di tutti gli esseri umani, pone una marcata attenzione sul fenomeno della violenza contro le donne.

È stata ufficialmente istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999 con la risoluzione 54/134 che richiamava i principi espressi nella risoluzione 48/104 del 23 dicembre 1993 sull'eliminazione della violenza contro le donne.

Il suddetto documento riconosce che la violenza contro le donne rappresenta, storicamente, la manifestazione della disuguaglianza tra i generi che ha portato nel tempo gli uomini alla dominazione e alla discriminazione nei confronti delle donne. Fenomeni che hanno ostacolato l'avanzamento delle donne nella società, spesso ponendole in posizioni di subordinazione.

Per questi motivi l'Assemblea ha ritenuto urgente il bisogno di istituire una giornata per ricordare che la violenza perpetrata sulle donne costituisce un ostacolo all'uguaglianza, la sicurezza, la libertà, l'integrità e la dignità di tutti gli esseri umani.

È stato scelto quel giorno per commemorare le "Sorelle Mirabal", tre donne uccise il 25 novembre del 1960 nella Repubblica Dominicana per essersi opposte alla dittatura di Rafael Trujillo, presidente che aveva governato il paese centroamericano dal 1930 al 1961.

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Salerno. Omicidio Mariana Szekeres del 2016. Il marito della giovane rischia di essere indagato per sfruttamento della prostituzione.

Miniatura della notizia (Miniatura di SOLOXSALERNO su it.wikipedia.org, licenza CC BY-SA 3.0)

Il marito di Mariana Szerekes, la 19enne uccisa la notte del 30 aprile 2016 a Salerno da un muratore di Vietri, Carmine Ferrante, rischia un'indagine per sfruttamento della prostituzione. È quanto chiedono di valutare alla Procura i giudici della Corte d'Assise d'Appello nelle motivazioni della sentenza, depositate giorni fa.

Ferrante era stato condannato in secondo grado a 17 anni di reclusione. Sarà ora l'organo inquirente a rivedere le condotte dell'uomo, dietro indicazione del collegio, valutando il reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione della propria moglie.

I fatti risalgono al 1° maggio 2016, quando due coinquiline della vittima denunciarono alla polizia la scomparsa di Mariana, che insieme a loro due, si prostituiva sul litorale salernitano. La 19enne venne poi ritrovata morta due settimane dopo.

Le due coinquiline, stando al loro racconto, avrebbero agito dietro impulso del marito di Mariana, che temeva di essere arrestato per sfruttamento della prostituzione. Una circostanza, questa, riportata nella sentenza di secondo grado, che ha ridotto di quasi un anno la pena inflitta a Ferrante dal gup, in primo grado.

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