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Oggi è la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le Donne.

È una ricorrenza importante che, nell'obiettivo di eliminare qualsiasi forma di violenza nella piena affermazione dei diritti di tutti gli esseri umani, pone una marcata attenzione sul fenomeno della violenza contro le donne.

È stata ufficialmente istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999 con la risoluzione 54/134 che richiamava i principi espressi nella risoluzione 48/104 del 23 dicembre 1993 sull'eliminazione della violenza contro le donne.

Il suddetto documento riconosce che la violenza contro le donne rappresenta, storicamente, la manifestazione della disuguaglianza tra i generi che ha portato nel tempo gli uomini alla dominazione e alla discriminazione nei confronti delle donne. Fenomeni che hanno ostacolato l'avanzamento delle donne nella società, spesso ponendole in posizioni di subordinazione.

Per questi motivi l'Assemblea ha ritenuto urgente il bisogno di istituire una giornata per ricordare che la violenza perpetrata sulle donne costituisce un ostacolo all'uguaglianza, la sicurezza, la libertà, l'integrità e la dignità di tutti gli esseri umani.

È stato scelto quel giorno per commemorare le "Sorelle Mirabal", tre donne uccise il 25 novembre del 1960 nella Repubblica Dominicana per essersi opposte alla dittatura di Rafael Trujillo, presidente che aveva governato il paese centroamericano dal 1930 al 1961.

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Quarrata. Omicidio Romana Bonacchi del 1996. Dopo 24 anni riaperte le indagini. Nuovi elementi potrebbero emergere dall'esame del DNA.

Miniatura della notizia (Miniatura di Sailko su Wikimedia Commons, licenza CC BY 3.0)

Romana Bonacchi, 55 anni, fu uccisa il 9 febbraio 1996. La signora venne trovata morta nella sua villa a Ferruccia, frazione Quarrata in provincia di Pistoia. Prima colpita con una bottiglia e poi trafitta con 27 coltellate. Dopo 24 anni, la locale Procura ha riaperto le indagini e le ha affidate ai Carabinieri del nucleo investigativo per dare la caccia al DNA dell'assassino o dell'assassina.

Rispetto al passato si potranno eseguire nuovi accertamenti, tra cui gli esami sui campioni e sulle tracce che a suo tempo erano state repertate sulla scena del crimine: una ciocca di capelli lunghi e biondi trovati impigliati nella mano della vittima e tracce di sangue trovate fuori dalla casa. I militari sono già al lavoro da alcune settimane e, al momento, stanno ascoltando nuovamente tutte le persone che conoscevano o che avevano avuto rapporti di qualsiasi natura con la vittima.

All'epoca dei fatti, dopo quasi tre anni di indagini, il caso venne archiviato senza individuare chi uccise la donna. La svolta potrebbe arrivare dal DNA, mezzo che nel periodo dell'assassinio non era disponibile con la definizione scientifica attuale. Dall'abitazione della vittima sparirono alcuni gioielli, ma non i più preziosi, tanto che agli investigatori di allora la rapina sembrò una "messa in scena" per confondere le indagini.

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