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Corte di Cassazione. Le vittime di reati violenti e intenzionali devono essere risarcite dallo Stato se non lo fa il colpevole.

Miniatura della notizia (Miniatura di Mister No su Panoramio e Wikimedia Commons, licenza CC BY 3.0)

Lo Stato italiano è responsabile per la tardiva applicazione della direttiva 2004/80/CE relativa all'indennizzo delle vittime di reati violenti e intenzionali. Lo ha sancito la Terza sezione civile della Corte di Cassazione che ha riconosciuto "come sussistente il diritto al risarcimento del danno" da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri in favore di una donna vittima di una violenza sessuale avvenuta a Torino nel 2005.

Proprio su questa vicenda si è espressa lo scorso luglio la Corte di Giustizia Europea, dando ragione alla donna, che avrebbe dovuto ottenere un risarcimento di 50mila euro dai suoi violentatori, i quali però erano sfuggiti alla giustizia e si erano resi latitanti. Il giorno dopo la sentenza europea è arrivato dalla Presidenza del Consiglio un indennizzo di 25mila euro, cifra stabilita dal legislatore per questi casi.

Cifra ritenuta comunque insufficiente per risarcire il danno subito dalla vittima a causa della mancata attuazione della direttiva europea del 2004 la quale stabilisce che gli Stati membri debbano corrispondere un indennizzo "equo e adeguato" alle vittime quando i colpevoli del reato siano ignoti, irreperibili o incapienti.

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