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Roveredo in Piano. Omicidio Aurelia Laurenti. Giuseppe Forciniti ha confessato, ma si difende: "Lei aveva un coltello, mi ha aggredito".

Miniatura della notizia (Miniatura di Urania Cecilia Beni su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

"Sono stato aggredito fisicamente dalla mia compagna mentre ci trovavamo in camera da letto. È anche comparso un coltello, con cui ha cercato di colpirmi. Ne è nata una colluttazione, durante la quale ho afferrato l'arma e l'ho colpita una sola volta, al collo. Lei è caduta a terra e io sono uscito dalla stanza in stato di choc".

È questa la dichiarazione resa alla Polizia da Giuseppe Forciniti, il 33enne che ha ucciso la moglie Aurelia Laurenti nella notte tra il 25 e il 26 novembre 2020 a Roveredo in Piano (Pordenone). La vittima era madre di due bambini che si trovavano in casa al momento del fatto, ma non avrebbero assistito all'accaduto. Lo stesso uomo ha riferito che "erano nella stanza accanto alla nostra, ma non hanno sentito ciò che succedeva, stavano dormendo e li ho svegliati io solo più tardi".

Dopo aver ferito mortalmente la compagna, Forciniti ha accompagnato i figli dai parenti e poi si è costituito alla Polizia. Durante il tragitto da Roveredo a Pordenone, ha gettato l'arma del delitto in un cassonetto. Lui stesso ha indicato agli agenti dove ritrovarlo. Circa le prime risultanze dell'indagine, il medico legale avrebbe individuato 8 coltellate, alla testa e al collo della vittima.

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