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Barriera (Torino). Sfregiò la nuova compagna: femminicida a processo per tentato omicidio. Richiesta la condanna a 12 anni di reclusione.

Miniatura della notizia (Miniatura di Alberto Raie su Wikimedia Commons, licenza CC BY 3.0)

Dodici anni di carcere è la richiesta che la Procura di Torino ha formulato nei confronti di Mohamed Safi, il 37enne di origini tunisine che nel 2019 sfregiò con una bottiglia rotta la fidanzata di 43 anni. L'uomo è processato per tentato omicidio.

L'aggressione si verificò a Torino, nel quartiere Barriera di Milano. Safi, che nel 2007 aveva ucciso la sua compagna dell'epoca a Bergamo, era detenuto con permesso di lavoro esterno, tutti i giorni, in un bistrò con l'obbligo di rientrare in cella entro le due di notte. La 43enne, secondo quanto è stato ricostruito, gli aveva detto che intendeva troncare la relazione.

La donna, infatti, aveva scoperto che Safi, conosciuto sei mesi prima nel locale in cui lui lavorava, era stato condannato per omicidio. L'aggressione è avvenuta all'una di notte del 18 ottobre 2019. Con ogni probabilità, oltre a sfregiarla, il malintenzionato avrebbe voluto anche sgozzarla: è stata solo una pesante sciarpa, che la vittima teneva avvolta al collo, a salvarle la vita.

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