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Brescia. Ieri l'ultimo saluto a Viktoriia Vovkotrub: "Morta da innocente e vittima dell'odio". Presenti anche i genitori venuti dall'Ucraina.

Miniatura della notizia (Miniatura di Geobia su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

Si è tenuto ieri a Brescia l'ultimo saluto a Viktoriia Vovkotrub, la 42enne di origini ucraine uccisa con cinque coltellate e poi sepolta sotto un metro di terra nella vecchia bocciofila nel quartiere Primo maggio in città a due passi dalla casa dell'ex, il 60enne Kadrus Berisa, che ha fatto trovare il cadavere, ma non ha confessato l'omicidio.

"Viktoriia è morta da innocente ed è stata vittima dell'odio" ha detto padre Mario Toffari, della Pastorale delle Cappellanie per i migranti, che ha concelebrato con padre Vasyl Filyak della chiesa Greco cattolica ucraina della Natività di Gesù. Seduti al primo banco c'erano i genitori della donna, arrivati venerdì in Italia, e poi il figlio 21enne che sta frequentando in patria la scuola militare. In Ucraina è invece rimasta la figlia 17enne.

"Una parte di tutti noi vorrebbe la verità, ma anche la vendetta. Ma poi deve vincere la parte buona che vuole sapere la verità perché sia resa giustizia" sono state le parole di padre Toffari. La 42enne era arrivata a Brescia nel 2012 e lavorava come badante e barista. Per tre anni ha avuto una relazione con Kadrus Berisa, con il quale aveva convissuto.

Poi la storia era finita. "Lui le aveva prestato dei soldi, ma Viktoriia era riuscita a restituirglieli" svela un'amica che aggiunge: "La picchiava, ma lei non ha mai denunciato e fino all'ultimo ha continuato a incontralo". Mercoledì 4 novembre è stata l'ultima volta che l'hanno vista viva.

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