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Corte d'Assise di Brescia. Omicidio Cristina Maioli. Pubblicate le motivazioni della sentenza di assoluzione del marito Antonio Gozzini.

Miniatura della notizia (Miniatura di Wolfgang Moroder su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

"Vanno tenuti ben distinti il delirio da altre forme di travolgimento della facoltà di discernimento che, non avendo base psicotica, possono e debbono essere controllate attraverso la inibizione della impulsività e della istintualità".

È quanto scritto dal presidente della 1ª sezione penale del Tribunale di Brescia, Roberto Spanò, nelle motivazioni della sentenza, depositate oggi 21 dicembre 2020, con la quale lo scorso 9 dicembre l'80enne Antonio Gozzini era stato assolto dall'omicidio della moglie Cristina Maioli per incapacità di intendere e di volere dettata da un totale vizio di mente dovuto ad un delirio di gelosia.

La patologia psichiatrica era stata riconosciuta da due consulenze, quella della difesa e dell'accusa, durante il dibattimento. "Appare necessario non confondere i disturbi cognitivi con le episodiche perdite di autocontrollo sotto la spinta di impellenti stimoli emotivi; la liberazione dell'aggressività in situazioni di contingenti crepuscoli della coscienza con la violenza indotta dalla farneticazione nosologica" si legge nelle motivazioni depositate dodici giorni dopo la lettura della sentenza.

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