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Trebaseleghe. Lo sfogo dell'ex moglie di Alessandro Pontin: "Ha ucciso i figli per punirmi. Ho chiesto aiuto, ma non mi hanno creduta".

Miniatura della notizia (Miniatura di Threecharlie su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Nella giornata di ieri il quotidiano la Repubblica, ha pubblicato un'intervista alla ex moglie di Alessandro Pontin, il 49enne che nella notte tra il 19 e il 20 dicembre 2020 ha ucciso i due figli Francesca e Pietro, prima di suicidarsi nella sua abitazione di Trebaseleghe (Padova).

La scena del delitto è un corridoio lungo quattro metri, con le scie di sangue che disegnano traiettorie di trascinamento, di lotta, di accanimento. Le tracce ematiche, facendo il percorso a ritroso, conducono alla cameretta dove dormivano i due ragazzi. Per Roberta Calzarotto il motivo dell'efferato gesto è chiaro: "Ha voluto punirmi, portandomi via ciò che di più caro avevo al mondo, i miei figli".

Nel corso dell'aggressione i due adolescenti sono riusciti a trascinarsi terrorizzati e increduli fuori dalla camera, già feriti, un tentativo di corsa disperata verso la porta d'ingresso. Ma la loro fuga si è fermata lì, contro una porta chiusa a chiave. Il padre li ha raggiunti e colpiti ancora fino ad ucciderli. Poi ha puntato la lama contro sé stesso e si è tolto la vita.

L'ex moglie lo aveva segnalato in passato ai Carabinieri: "È stato violento fin dall'inizio, subito dopo il matrimonio. Per questo mi sono separata. Avevo chiesto aiuto, ma gli atteggiamenti che io ritenevo aggressivi non bastavano alle forze dell'ordine. Evidentemente noi donne dobbiamo avere il volto insanguinato per essere credute".

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