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Concordia Sagittaria. Omicidio Victoria Osagie. La vittima era seguita dai servizi sociali: voleva lasciare la casa per separarsi dal marito.

Miniatura della notizia (Miniatura di Michael Gunther (G41rn8) su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Victoria voleva lasciare Moses. Agli operatori dei servizi sociali che la seguivano aveva detto che se ne sarebbe andata non appena le avessero trovato un'altra sistemazione. Ma mai aveva detto che il marito fosse violento o che la picchiasse.

Litigavano, ma a parole. Qualche spintone, a suo dire, ma nulla più. Nemmeno quando nel febbraio di un anno fa era finita al pronto soccorso con un occhio tumefatto lo aveva accusato, dicendo che si era ferita cadendo. Una spiegazione che non aveva convinto i medici, i quali come da protocollo avevano allertato le forze dell'ordine.

Il resto lo hanno fatto i Servizi sociali del Comune di Concordia Sagittaria (Venezia), monitorando da vicino la situazione. L'alloggio era stato individuato, si trattava di una questione di giorni. Doveva attendere la fine della quarantena perché aveva contratto il Covid. Ma il tempo non è stato dalla sua parte.

Sarebbero state almeno quindici le coltellate con cui Moses Osagie ha massacrato la moglie, colpendola ripetutamente in varie parti del corpo. Sarà tuttavia l'autopsia a fornire un quadro più completo dell'aggressione mortale.

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