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Palermo. Omicidio Elvira Bruno. Confermata anche in Appello la condanna a 30 anni di reclusione per Moncef Naili.

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Trent'anni di reclusione. Questa è la condanna che dovrà scontare Moncef Naili, cuoco di origine tunisina, che il 17 aprile 2019 uccise la moglie, Elvira Bruno, strangolandola nell'abitazione che condividevano a Palermo.

È arrivato a conclusione il processo d'Appello che ha integralmente confermato la sentenza di primo grado, emessa nel febbraio dell'anno scorso al termine del procedimento in rito abbreviato. Per la pubblica accusa fu un omicidio aggravato dai futili motivi, in quanto l'uomo, rimasto senza lavoro, non avrebbe accettato il ruolo di indipendenza acquisito dalla donna, che aveva intenzione di separarsi.

D'altro canto quella mattina, poco prima del delitto, secondo il racconto dell'imputato, la vittima avrebbe rifiutato la richiesta, avanzata dal marito, di avere un rapporto sessuale.

Al contempo aveva provocato il reo confesso. Una situazione che portò l'omicida a stringere le mani intorno al collo della 53enne. Una ricostruzione mai supportata dalla Procura che però aveva portato al non riconoscimento dell'aggravante dei futili motivi già nel processo di primo grado.

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