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Crema. Omicidio Sabrina Beccalli. I dubbi sulla versione di Pasini: il sangue della vittima lavato, ma evidenziato dal luminol.

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Alessandro Pasini, in carcere ormai da cinque mesi con le accuse di omicidio e distruzione del cadavere di Sabrina Beccalli, sostiene che ad essere stata fatale all'amica sia stata un'overdose. Aveva ammesso di averne bruciato il corpo, adagiato sui sedili della Panda della 39enne, in un viottolo della di Vergonzana, frazione di Crema.

Tuttavia le indagini dei Carabinieri esperti in investigazioni scientifiche sembrerebbero incrinare, almeno in parte, la versione del 45enne. Il sangue, lavato accuratamente ma evidenziato dal luminol, è della vittima.

E non solo quello riscontrato dagli esperti lungo le scale, che portano all'appartamento di via Porto Franco in cui si perdono le tracce dell'operaia, all'alba del giorno di Ferragosto. Ma pure le piccole macchie, scoperte sulla ringhiera della rampa: schizzi, più che indizi di un gocciolamento.

Tra l'altro, la roncola, sequestrata nella casa dove la 39enne ha trascorso con l'amico le ultime ore di vita, non sarebbe l'arma del delitto.

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