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Sant'Egidio del Monte Albino. Omicidio della piccola Jolanda. No alla sostituzione dei giudici al processo.

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Aveva richiesto la ricusazione, termine che indica l'assegnazione del procedimento ad altri giudici. Ma non c'è alcuna ragione valida. Per questo la Corte di Cassazione ha rigettato l'istanza presentata dai legali di Giuseppe Passariello, il 38enne accusato di aver provocato la morte della piccola Jolanda, sua figlia.

La bambina di soli 8 mesi era deceduta in seguito alle lesioni che sarebbero state causate proprio dal padre e dalla madre, Immacolata Monti, nella loro casa di Sant'Egidio del Monte Albino (Salerno). Entrambi i genitori sono chiamati a rispondere, nel processo a loro carico, di omicidio volontario.

L'istanza di ricusazione, in prima battuta, era stata presentata alla Corte d'appello di Salerno, che l'aveva respinta. Poi è a arrivata davanti ai giudici della Cassazione, che hanno ribadito la legittimità del primo no.

La piccola Jolanda sarebbe morta per soffocamento, come sostenuto dall'accusa, dal gip e dal Riesame, con l'attuale fase processuale davanti alla Corte d'Assise. La difesa invece ritiene che il dramma sia avvenuto per circostanze pregresse: un consulente di parte aveva individuato delle lesioni pregresse ai polmoni compatibili con una patologia da individuare per la piccola vittima.

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