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Rosà (Vicenza). Uccide la moglie disabile sulla sedia a rotelle, poi si impicca. Il biglietto d'addio con una sola parola: "Perdonème".

Miniatura della notizia (Miniatura di TolioAlessandro su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

Non sopportava l'idea di non riuscire ad accudire l'anziana moglie come avrebbe voluto, allora l'ha uccisa e poi si è tolto la vita. In estrema sintesi sembra questo il quadro, comunque ancora provvisorio, dell'omicidio-suicidio avvenuto ieri, giovedì 18 febbraio, a Rosà in provincia di Vicenza.

La duplice tragedia si è consumata in una villetta di via Ca' Dolfin, dove da circa 30 anni abitavano i coniugi Domenico Bizzotto, 84 anni e Antonia Rattin, 79 anni. "Erano una cosa sola, non facevano mai nulla separati" hanno raccontato i vicini ai cronisti del Giornale di Vicenza.

Stando a quanto ricostruito dagli agenti del commissariato di Bassano, insieme ai colleghi della squadra mobile di Vicenza, sembra che Bizzotto, ex imprenditore in pensione, sia andato in cucina e abbia preso un coltello per poi salire in camera e uccidere la moglie disabile, da qualche tempo costretta alla sedia a rotelle.

Poi l'ha coperta con un lenzuolo, ed è tornato al piano di sotto. L'uomo si è preso il tempo di scrivere un biglietto, lasciato sul tavolo della cucina, dove ha scritto in dialetto: "Perdonème". È sceso nell'interrato della villetta, ha preso una corda e si è impiccato.

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