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Pavia. Omicidio Lidia Peschechera. Nigro ribadisce la sua confessione di fronte al gip. Il difensore: "Probabile perizia psichiatica".

Miniatura della notizia (Miniatura di Luca Volpi su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

Alessio Nigro, 28 anni, che già aveva ammesso l'omicidio della convivente Lidia Peschechera, 49 anni, ieri mattina durante l'interrogatorio con il gip ha raccontato i dettagli di quanto accaduto il 12 febbraio: il giorno in cui ha ucciso la donna nella casa di via Depretis a Pavia, dove lei l'aveva accolto.

Un lungo resoconto durante il quale Nigro si è detto fortemente pentito per quello che ha fatto. L'indagato ha raccontato che proprio nella data dell'omicidio aveva appuntamento al Serd di Treviglio per l'inizio di una nuova cura contro la dipendenza dall'alcol, ma durante il viaggio in treno aveva bevuto e si era addormentato.

Aveva quindi chiamato Lidia, con la quale era sorto un altro litigio a causa dell'accaduto. L'indagato ha affermato che le motivazioni dell'alterco in casa erano riconducibili all'alcol e ad alcuni messaggi che lui avrebbe ricevuto sui social da parte di donne e di cui lei si sarebbe accorta.

La lite si sarebbe fatta sempre più accesa finché, secondo le parole dell'indagato, Lidia lo avrebbe invitato ad andarsene di casa. La situazione è degenerata fino a una colluttazione e al fatale strangolamento.

Ha raccontato al giudice di aver pensato di togliersi la vita, per tre giorni è rimasto nell'appartamento e ha mandato messaggi con il telefono di lei per prendere tempo e valutare in che modo farlo. Ma poi ha desistito e ha lasciato l'abitazione. Il legale dell'uomo ha dichiarato che molto probabilmente chiederà l'esecuzione di una perizia psichiatrica sul proprio assistito.

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