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Frosinone. Omicidio Gloria Pompili del 2017. La vittima uccisa anche dall'indifferenza. Da una denuncia partono nuove indagini.

Immagine della notizia (Miniatura di Pietro Scerrato su Panoramio e Wikimedia Commons, licenza CC BY 3.0)

Gloria Pompili è stata uccisa dalla violenza cieca, brutale dei suoi aguzzini che la costringevano a prostituirsi. È stata "vittima", forse, anche dell'indifferenza, della superficialità di chi avrebbe dovuto aiutarla a uscire da quel girone dantesco in cui era finita.

Adesso sarà la magistratura a fare chiarezza sulle condotte, in particolar modo di un'assistente sociale, che è stata denunciata dalla madre e dal fratello di Gloria, che hanno chiesto ai Carabinieri e alla Procura di Frosinone di accertare se via siano o meno responsabilità in capo alla dipendente comunale per le ipotesi di omissione di atti d'ufficio e per omessa denuncia da parte di un incaricato di pubblico servizio.

Il comportamento dei servizi sociali del Comune di Frosinone era stato oggetto già di pesanti censure da parte dei giudici del processo per l'omicidio della giovane frusinate che si è concluso, sia in primo che in secondo grado, con la condanna di Saad Mohamed Elesh Salem e Loide Del Prete.

Nelle motivazioni della sentenza della Prima Corte d'Assise d'Appello di Roma si legge, infatti, che "quanto ai servizi sociali di Frosinone a dir poco impressionanti risultano le dichiarazioni rese dall'assistente sociale che avrebbe dovuto occuparsi del benessere dei figli minori della parte offesa da cui emerge che, in realtà, i servizi sociali hanno garantito solo una loro presenza formale, accettando e consentendo una situazione intollerabile di devastazione di una giovane ragazza e di inflizione di maltrattamenti e traumi a due bambini piccoli".

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