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Novoli. Caso Marianna Greco, trovata morta nel novembre del 2016. La Procura chiede l'archiviazione, ma la famiglia si oppone.

Immagine della notizia (Miniatura di Lupiae su it.wikipedia.org, licenza CC BY-SA 3.0)

La famiglia di Marianna Greco non si arrende e presenta l'istanza di opposizione. La pm Simona Rizzo che ha ereditato il fascicolo d'indagine ha chiesto l'archiviazione per il caso della 37enne di Novoli (Lecce), trovata morta il 30 novembre 2016, con i segni di quattro coltellate alla gola nel letto matrimoniale della sua casa.

Per la Procura "cade" l'accusa di omicidio volontario nei confronti del marito (dopo l'iscrizione nel registro degli indagati). Di tutt'altro avviso sono invece i familiari di Marianna. A partire dall'autopsia. Dagli accertamenti autoptici non sarebbero emersi segni di difesa, compatibili con una colluttazione.

I familiari invece si sono affidati al consulente di parte Giuseppe Fortuni, che nella relazione sottolinea elementi oggettivi di segno contrario degni di nota, quali ferite da taglio alle dita delle mani, ematoma al palmo della mano destra, un'unghia spezzata del dito medio e un labbro superiore lesionato etc., che fanno presagire che un tentativo di difesa, invece, possa esserci stato.

Infine, viene evidenziato come gli accertamenti del RIS sui prelievi subungueali, sono stati eseguiti a distanza di 2 anni e mezzo dal decesso, in modo che qualsiasi eventuale presenza di DNA maschile sarebbe già inesorabilmente decaduto e impossibile da ritrovare.

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