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Corte d'Appello di Napoli. Suicidio Arianna Flagiello. Ridotta in secondo grado a 19 anni la condanna per Mario Perrotta.

Immagine della notizia (Miniatura di Antoine Pitrou su Wikimedia Commons, licenza FAL 1.3)

La Corte d'Appello di Napoli ha ridotto a 19 anni di reclusione la condanna nei confronti di Mario Perrotta, ritenuto responsabile della morte di Arianna Flagiello, ex compagna dell'uomo, deceduta nell'agosto del 2015 dopo essersi lanciata nel vuoto dalla propria abitazione in zona Vomero.

Riconosciuta dai giudici la tentata estorsione (ma solo ai danni della vittima), per la quale Perrotta, in primo grado condannato a 22 anni, era stato assolto. Lo scorso 4 marzo il sostituto procuratore generale aveva chiesto 24 anni di reclusione per l'imputato, accusato di istigazione al suicidio e maltrattamenti, con l'aggravante della morte, e di tentata estorsione (nei confronti della madre della vittima e della vittima stessa).

Il suicidio di Arianna fu sempre messo in stretto collegamento dagli inquirenti e dalla famiglia coi maltrattamenti subiti. Il pg ha ricordato che la donna è stata vittima di maltrattamenti psicologici durati 12 anni e che il suicidio giunse al termine di una lite furibonda. Per questo ha chiesto ai giudici il riconoscimento del nesso tra quella lite, preceduta da minacce, e l'evento di morte.

I legali della difesa hanno annunciato il ricorso alla Corte di Cassazione.

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