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Viterbo. Processo Maria Sestina Arcuri. La consulente medico legale: "Nessun rotolamento, la vittima cadde da un'altezza di 3 metri".

Immagine della notizia (Miniatura di Wolfgang Pehlemann su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

Nel corso dell'udienza di lunedì scorso al Tribunale di Viterbo è stata ascoltata la dottoressa Marina Focardi, consulente dei legali di parte civile nel processo sulla morte di Maria Sestina Arcuri.

La teste dinanzi alla Corte ha riferito di condividere le conclusioni dei professori Mauro Bacci e Massimo Lancia, che hanno effettuato l'autopsia per conto della Procura. Incompatibili con un rotolamento dalle scale le lesioni riportate dalla vittima, che sarebbe dunque caduta per precipitazione, una caduta verticale da un'altezza di tre metri.

Dunque una caduta libera che si è arrestata su una superficie piana anelastica, con colpo alla zona posteriore del cranio e contraccolpo in zona lombo-sacrale, riportando il trauma cranico occipitale causa del decesso. Per quanto riguarda le lesioni di Andrea Landolfi, accusato di omicidio volontario: "Non sono compatibili con una caduta per le scale assieme alla vittima".

"Se Sestina fosse caduta per le scale – ha spiegato la consulente – avrebbe riportato importanti lesività esterne, come escoriazioni, contusioni e ferite lacero contuse o anche un trauma cranico, pure fratturativo, ma senza colpo e contraccolpo".

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