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Napoli. Processo Lucia Caiazza. Ascoltati in aula cinque conoscenti della vittima: "Vincenzo Garzia era avezzo alla violenza".

Immagine della notizia (Miniatura di Idéfix su nl.wikipedia.org, licenza CC BY-SA 3.0)

Vincenzo Garzia, il 47enne sotto processo per la morte di Lucia Caiazza con l'accusa di omicidio preterintenzionale, sarebbe stato violento non solo con la 52enne, picchiandola anche di fronte ad amici comuni, ma anche nei confronti della ex moglie.

Lo hanno raccontato davanti alla Corte d'Assise di Napoli cinque testimoni, conoscenti di entrambi, che hanno riferito di sapere o di avere assistito alle violenze durante le uscite insieme. Il 47enne è stato descritto come una persona avvezza alla violenza dai testimoni, quattro donne e un uomo, che hanno raccontato di aver frequentato Vincenzo e Lucia.

Durante la deposizione è emersa una precedente aggressione nei confronti della 52enne, che sarebbe stata schiaffeggiata in pubblico davanti agli amici per motivi di gelosia. La ex moglie di Garzia, invece, avrebbe rimediato un calcio in petto, sempre durante un'uscita tra amici: su suggerimento di un altro presente avrebbe fatto notare al 47enne che aveva la zip dei pantaloni abbassata e lui la colpì al torace.

Lucia Caiazza era morta in ospedale il 14 maggio 2020, in seguito a una grave emorragia interna. Dall'autopsia era emerso che quelle lesioni potevano essere state causate da un grave trauma. Per le indagini erano conseguenza delle botte del compagno, che l'avrebbe più volte picchiata nella loro abitazione di Arzano (Napoli).

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