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Napoli. Omicidio Ornella Pinto. Gli ultimi messaggi di Iacomino alla vittima: "Ti lascio in pace, farò di tutto per non assillarti più".

Immagine della notizia (Miniatura di Armando Mancini su Flickr, licenza CC BY-SA 2.0)

Sembrava la richiesta di un appuntamento, un messaggio per stemperare i toni, che non faceva presagire alcuna premeditazione. "Farò di tutto per non assillarti più", scriveva Pinotto Iacomino alla compagna Ornella Pinto, poche ore prima di ucciderla con 15 coltellate.

"Non è giusto, ti lascio in pace, poi magari domani parliamo". Parole accomodanti che stridono con quanto avvenuto nella notte: l'ingresso dell'uomo nella casa in cui Ornella dormiva, e l'assalto avvenuto nel sonno, alle spalle, mentre il figlioletto dormiva lì accanto, stando a quanto ricostruito da una perizia del medico legale disposta dalla Procura.

"Mi aiuti a trovare una sistemazione per me? Ne ho bisogno", sono le ultime parole di Iacomino a Pinto, ottenute dagli inquirenti analizzando il cellulare della donna. Poi le coltellate, la morte e la fuga in Umbria prima di consegnarsi alle autorità. Dalle indagini sull'arma del delitto è anche emerso che il coltello usato per commettere l'omicidio era in uno degli alberghi gestiti dalla famiglia Iacomino a Ercolano.

Gli inquirenti hanno smontato la tesi inizialmente portata avanti dall'uomo, che aveva parlato di un raptus avvenuto in seguito a un litigio. Nessun segno di colluttazione è stato trovato dalle perizie sul corpo della vittima, cosa che avrebbe fatto immaginare un tentativo di difesa. Ricostruzione che è valsa l'aggiunta di tre aggravanti per Iacomino: la premeditazione, la crudeltà e l'aver commesso il fatto nei confronti di una persona con la quale era legato da relazione affettiva.

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