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Napoli. Il caso di Irina Maliarenko. Parla la madre: "Ho sbagliato, avrei dovuto denunciare". Il marito a processo in rito ordinario.

Immagine della notizia (Miniatura di Mstyslav Chernov su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

La Voce di Napoli ha raccolto le parole di Nina Tyahla, madre di Irina Maliarenko: "Il mio più grande peso è quello di aver sbagliato prima come madre e ora come nonna. Forse, avrei dovuto denunciare e non dare ascolto a mia figlia".

La 39enne di origini ucraine era morta la notte tra il 29 febbraio e il 1º marzo 2020 all'ospedale dei Vecchi Pellegrini di Napoli. La storia si intreccia ad altre due vicende. La prima, è quella del presunto femminicidio del quale sarebbe stata vittima. Infatti l'imputato al processo, che ha avuto inizio lo scorso marzo, è il marito. Quest'ultimo, insieme al proprio avvocato, ha deciso di non usufruire del rito abbreviato.

L'altro fatto ha riguardato Ugo Russo, il 15enne che durante la stessa e maledetta notte, perse la vita nel tentativo di commettere una rapina. A ucciderlo un carabiniere, non in servizio e obiettivo del ragazzo e di un suo complice. Poche ore dopo parenti e amici assaltarono il pronto soccorso dei Pellegrini, devastandolo. Proprio durante quei momenti concitati, Irina perse la vita.

L'autopsia eseguita sulla salma ha riscontrato contusioni su più parti del corpo, ma soprattutto gravi danni al fegato e alla milza. La donna, madre di tre figli e in possesso di regolare permesso di soggiorno, era ricoverata in agonia da diversi giorni. L'ipotesi è che sia stata aggredita mortalmente dal coniuge. Un'ennesima storia di violenza domestica finita nel più drammatico degli epiloghi.

La madre di Irina ha ricordato gli ultimi momenti trascorsi con la figlia prima che lei morisse. Poche parole, viste le gravi condizioni, che avrebbero confermato le violenze subite. Abusi ricevuti più volte nel tempo, ai quali avrebbero assistito anche i figli, a loro volta vittime dei presunti maltrattamenti perpetrati del marito.

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