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Grotte (Agrigento). 58enne a processo, accusato di aver maltrattato la compagna. La vittima in aula ha ricostruito le violenze.

Immagine della notizia (Miniatura di Eudigioia su it.wikipedia.org, licenza CC BY-SA 4.0)

"Mi ha picchiata pure con una griglia al volto e portò a casa l'amante per umiliarmi, la nostra vita comune era diventata un incubo". Una 35enne di origini rumene, per oltre un'ora e mezza, ha raccontato in aula i contenuti delle sue denunce che hanno fatto finire a processo l'ex convivente, un 58enne, di Racalmuto in provincia di Agrigento.

La donna, lo scorso ottobre, dopo essere stata brutalmente picchiata e aver riportato delle lesioni, andò in ospedale a farsi medicare e decise di sporgere querela. L'ex compagno è finito a processo con le accuse di maltrattamenti, lesioni personali aggravate e minaccia. La presunta vittima, che si è costituita parte civile, ha raccontato di essere stata ripetutamente insultata, minacciata e picchiata con pugni, schiaffi e calci.

"Mi diceva - ha ricostruito in aula - che mi avrebbe tolto i figli, che sarei diventata pazza e sarei stata costretta a fare la prostituta". Il racconto è proseguito con la descrizione di un particolare episodio. L'imputato, infatti, per umiliarla, avrebbe deciso di portare nell'abitazione coniugale di Grotte (Agrigento) un'altra donna, presentandola come sua amante...

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