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Rivarolo Canavese. Si indaga sui perché del quadruplo omicidio e tentato suicidio. Renzo Tarabella avrebbe lasciato due biglietti.

Immagine della notizia (Miniatura di NChetto su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

Lo scorso sabato sera, 10 aprile, Renzo Tarabella, operaio in pensione di 83 anni, ha ucciso il figlio Wilson, 51 anni, la moglie Rosaria Valovatto, 79 anni, e i vicini Osvaldo Dighera, 74 anni, e Liliana Heidempergher, 70enne, maestra elementare molto conosciuta in città. Poi ha esploso l'ultimo di cinque colpi contro sé stesso, tentando di suicidarsi con la propria pistola, regolarmente detenuta.

Il movente della strage avvenuta a Rivarolo Canavese (Torino) sarebbe racchiuso in due biglietti scritti dall'83enne. Parole che fanno pensare a una rabbia covata nei confronti dei vicini del piano di sopra, padroni di casa, che avrebbero detto qualcosa che lo aveva disturbato a proposito di suo figlio Wilson, affetto da disturbi psichici.

Tarabella è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale San Giovanni Bosco. Non ha riportato ferite agli organi vitali. Su quei biglietti si stanno concentrando le indagini dei carabinieri di Ivrea, coordinati dalla locale Procura.

Sono in tanti a cercare un perché a quel gesto. "Era disperato, la convivenza è difficile con un figlio disabile", racconta una vicina. Ma c'è anche chi pensa alla difficoltà di confrontarsi con una famiglia, i Dighera, la cui quotidianità poteva apparire invidiabile.

"Osvaldo aveva detto di essere preoccupato per i Tarabella, me lo aveva confidato quando ci siamo sentiti l'ultima volta - spiega l'amministratrice del condominio - perché avevano chiuso i rapporti con il mondo, avevano allontanato tutti e vivevano in funzione del loro figlio".

"Voglio parlare con i servizi sociali, con chi li seguiva, e capire perché non si sono accorti di quello che stava succedendo", sono le parole di Graziella, unica superstite della famiglia Tarabella.

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